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Mark Zuckerberg scrive agli utenti facebook: un onore o un onere?

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Da un portale grande come  facebook potevamo aspettarci comunicazioni redazionali assolutamente impersonali e fredde, sullo stile di Google; invece ogni utente si è visto recapitare un lungo messaggio direttamente dal fondatore del maggior social network mondiale: Mark Zuckerberg.
La lettera aperta ha un tono amichevole che ci fa sentire tutti molto importanti ma in definitiva è solo una sottile strategia per farci intendere le prossime novità che troveremo nell’uso del nostro profilo facebook.

Facendo un giro largo intorno alla vastità geografica della presenza in rete del portale e al numero pazzesco di utilizzatori, ci accorgiamo della similitudine con alcune richieste avanzate da Google.
Il tema dominante è la condivisione e la privacy, passando per il diritto d’autore e il controllo del materiale pubblicato.

Uscendo dalle reti geografiche e dai gruppi di amici, potremo condividere con il mondo intero ciò che abbiamo da dire: prima di tutto con il gestore del servizio, naturalmente!

Cogliere l’opportunità di ampliare l’eco dei nostri contenuti può diventare un’arma a doppio taglio.
Saremo raggiungibili da indiani e cinesi ma anche controllabili e spiabili dagli stessi.

E’ il vecchio argomento del protezionismo, delle dogane o della liberalizzazione delle frontiere che torna di prepotente attualità per tutti coloro (singoli o aziende) che hanno un marchio da difendere.

Nella lettera aperta del fondatore di facebook si legge tra gli altri paragrafi:

“Dato che l’aggiornamento eliminerà le reti geografiche e introdurrà nuove impostazioni, nelle prossime settimane vi chiederemo di esaminare e aggiornare le vostre impostazioni sulla privacy. Visualizzerete un messaggio che spiegherà i cambiamenti e vi porterà alla pagina dove potrete aggiornare le impostazioni. Una volta terminato l’aggiornamento, verrete reindirizzati su una pagina di conferma perché possiate verificare di aver scelto le impostazioni desiderate. Come sempre, avrete comunque la possibilità di modificarle in qualsiasi momento.”

Noi italiani siamo i più copiati al mondo per la nostra proverbiale creatività e per il valore intrinseco del made in Italy, prepariamoci ad accogliere questa novità con il dovuto scetticismo. A differenza di Google che ci controlla le ricerche e la navigazione, su facebook stiamo per perdere il controllo geografico dei nostri contenuti: brevetti, idee, copyright.
Facebook si rivelerà come opportunità o come Cavallo di Troia per i creativi italiani? Che ne pensate?


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  • Ci stavo pensando 2 giorni fa: "Ma il Made in Italy ha ancora lo stesso valore di un tempo?".

    La mia opinione è NO.

    Non c'è più motivo di arroccarsi, di proteggere proprietà intellettuali e non. E' l'ora di scendere in campo e giocare ad armi pari con tutti quelli che negli anni ci hanno rincorso e superato.
  • Le armi non sono pari; la tua posizione mi sembra leggermente ottimista. Il declino del valore del made in Italy è già cominciato da un pezzo...il web ne decreterà solo la fine totale. Ma in un Paese che non ha futuro questo non significa nulla. (opinione leggermente pessimista o leggermente realista...fai tu!)
  • Ciao Fabi! Ci ritroviamo sempre :)

    Non volevo affatto essere ottimista, anzi. La pensiamo diversamente sul web come discriminante rispetto al made in italy.

    Proprio grazie a Internet sono nati prodotti apprezzatissimi in tutto il mondo.

    2 esempi veloci: Mootools -> http://bit.ly/53s1qv + WoorkUp -> http://bit.ly/5TPveK.

    E non sono i soli :D
  • Bella espressione: ritrovarsi! E' un vero piacere scambiare opinioni con te, sono sincera. Ti ringrazio delle due segnalazioni: sono davvero brillanti e ne ho preso nota. Dovunque mi ritrovi sappi che sono sempre affamata di buoni esempi! Ciao:)
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